Artisti 2011
Il gruppo musicale Skupina Banda si è formato nel 2003. Il loro obiettivo principale era riscrivere e ripensare le canzoni della tradizione ungara e slava con uno stile moderno, che li facesse finire sotto la classificazione di etno o world music. Basato su una conoscenza familiare e reinterpretando la musica tradizionale, con una voce autentica e una formazione strumentale, la Banda ristruttura e reinterpreta creativamente le canzoni e la musica folk.
I membri del gruppo Banda hanno una vasta esperienza con vari generi musicali e la loro creatività arricchisce la loro musica con elementi derivanti da backgrounds etnici e di vario genere come blues, folk, beat e jazz. Loro suonano esclusivamente strumenti acustici di varia provenienza, usando voci che rispettano la tradizione e la particolarità locale. Tutto questo mescolato con una approccio originale che li distingue.Basato su un'autentica conoscenza delle loro radici, ma ispirato da differenti stili musicali e dalla musica folcloristica internazionale: la musica del gruppo Banda fonde arrangiamenti appassionanti e musica virtuosa. -Samo Smetana / vocal, housle, mandolin, guitar -Ivan Hanula / vocal, viola, mandolin - Alžbeta Lukáčová / dulcimer, vocal, accordion, percussions - Peter Obuch / double bass, vocal - Roman Kozák / percussions, vocal
YUL
Uno spettacolo musicale per arpa sola e arpa e voce ambientato a cavallo fra il 1800 e il 1900. Fra gli autori troviamo Paul Bazelaire, Giacomo Puccini, Philippe Gaubert, Francesco Tosti, Alfredo Casella, Cesare Galeotti. Un percorso ambientato fra Italia e Francia nell'epoca dei poeti maledetti, dello stile Liberty, dei parnassiani e dei decadenti, uno squarcio sulla ricca produzione musicale a cui fanno sfondo i quadri dei preraffaeliti e degli impressionisti.
Il programma è costituito esclusivamente da brani originali per arpa sola e versioni per voce e pianoforte trascritte e cantate da Giuliano Marco Mattioli all'arpa
Chanyuan Zhao duo (Cina)
Nelle sonorità di questo gruppo, due culture s'incontrano: quella di Chanyuan Zhao con il suo Zheng ( uno tra i più antichi strumenti cinesi, che appartiene alla famiglia delle cetre) e quello di Benjamin Leuschner, alle percussioni. Fondendo suoni tradizionali e modelli ritmici, questi due musicisti hanno trovato il loro personale stile musicale, creando così un nuovo ponte tra Asia ed Europa.
Il punto focale di questo viaggio comune sono la musica tradizionale cinese nei nuovi arrangiamenti, delle composizioni ed improvvisazioni proprie, quanto l'interpretazione della musica tradizionale e di quella attuale. Un forte virtuosismo si sposa qui con le formazioni di suoni dalle atmosfere intime. Perciò, l'interazione di Chanyuan e Benjamin da luogo ad immagini musicali di toccante delicatezza poetica, come brani potenti che proiettano il pubblico nella magia di un mondo esotico e remoto. Toccando tutte le tonalità e i suoni dello Zheng, Chanyuan riesce a trasmettere tutta la sua sensibilità e bravura.
CHANYUAN ZHAO
Chanyuan Zhao ha iniziato a suonare lo Guzheng, un tipico strumento musicale cinese, all'età di sei anni. Dal 1997 al 2001 ha studiato al conservatorio e si è laureata in Arte. Da quando è giovanissima ha preso parte a diverse competizioni nazionali per solisti e compositori ed è stata premiata varie volte. Si esibisce in China come solista o accompagnata da gruppi di musica tradizionale. Dal 2002 ha iniziato a studiare arpa con Monika Wischnowski al Cologne College Of Music. Chanyuan è un artista formidabile sia nelle performance di musica tradizionale cinese che nelle composizioni occidentali, inoltre lei lavora anche con l'improvvisazione. Toccando tutte le tonalità e i suoni dello Zheng, Chanyuan riesce a trasmettere tutta la sua sensibilità e bravura.
BENJAMIN LEUSCHNER
Percussionista, nato a Dresden, in Germania. La sua carriera inizia con lo studio delle percussioni presso il "College of Music" di Cologna, con Christian Roderburg e Mathias Haus. Ha poi collaborato con il "Theatre Mixx" come musicista ed attore, andando in tour con diverse compagnie in Europa e Sud Africa.
Il suo profondo interesse per l'improvvisazione musicale lo ha portato a molti lavori diversi (accompagnamento nei film muti, lezioni, danza e coreografie e vernissages).
Le sue competenze vanno dalla musica classica a quella contemporanea (lavorando nelle orchestre e prendendo parte a progetti riguardanti la musica da camera), dai musical ("Il re Leone") al campo dell rock-pop music.
DAPHNE CHAMBER GROUP
Il Daphne Chamber Group è composto da quattro arpiste calabresi: Albarosa Di Lieto, Rosalba Cirigliano, Patrizia Mollica, Emanuela De Zarlo che hanno compiuto il loro percorso di studi musicali diplomandosi col massimo dei voti e la lode. In seguito, si sono perfezionate con Maestri di fama internazionale quali G.Albisetti, F.Pierre, J.Liber, J. Borot, E. Fontan-Binoche, M. Robles, S. Mildonian ed hanno partecipano a corsi e Concorsi nazionali ed internazionali classificandosi sempre tra i primi posti.
Parallelamente all'attività concertistica si dedicano all'insegnamento:
Albarosa Di Lieto, docente della classe di Arpa del Conservatorio di Musica "S. Giacomantonio" di Cosenza, è la co-ideatrice insieme a Madame Elizabeth Fontan-Binoche del I Concorso Internazionale di Arpa "M. Tournier" che si è svolto nell'ottobre del 2009 e che ha visto la seconda edizione nell'ottobre del 2010. Ha recentemente fondato l'Orchestra Italiana di Arpe che ha debuttato il 27 ottobre con le composizioni dei Maestri F. Perocco, S. Ottomano, F. Perri, V. Palermo, A. Ferrante e N. Pisani che hanno appositamente scritto per questo organico. Promotrice di molteplici corsi di perfezionamento, tiene annualmente Master Classes in Toscana.
Rosalba Cirigliano ed Emanuela De Zarlo insegnano Arpa presso le Scuole Medie Statali ad indirizzo musicale di Cosenza e Patrizia Mollica presso la Scuola Media Statale di Torano Castello in provincia di Cosenza.
Hanno inoltre collaborato con importanti orchestre italiane tra le quali Orchestra dell'Opera di Roma, Orchestra Sinfonica di Bari, Florence Sinfonietta etc.
Questa giovane formazione nasce con l'intento di porre l'arpa all'attenzione del grande pubblico, farne conoscere le infinite potenzialità sonore e tecniche oltre che il repertorio che spazia dal Barocco al moderno, alle timbriche della musica latino-americano, dai brani jazz a quelli contemporanei. Tra i compositori che hanno scritto e dedicato all'ensemble, mossi dalla profonda stima nei confronti delle artiste si ricordano A. De Santo e S. Ottomano.
Il quartetto ha al suo attivo numerose apparizioni pubbliche tra cui il "Concerto di Primavera" presso il Castello di Scarnafigi (CN) in collaborazione con la ditta Salvi ed il Museo dell'Arpa Victor Salvi che ha riscosso lusinghieri consensi per la insolita formazione e la ecletticità del repertorio. Le artiste del gruppo hanno una storia musicale intensa, ricca di esperienze di successo in Italia e all'estero. Si annoverano concerti in Germania, Spagna, Malta, Francia e Sud America.
Dj Darius Darek
Dj Darius Darek lavora dal 2005 come Dj professionista di "global club music" E' Dj resident in 2 club di Bonn in Germania con 2 diversi progetti: World Beat Party con groovy balkan tunes, new ed old afrobeat, urban latin grooves, bollywood e bhangra breaks e arabic-ska-swing. Come appuntamento speciale, durante i suoi shows, Dj soliDarJush suona percussioni da lui appositamente costruite e propone visioni in background e World Tronica con electronic balkan beats, favela and baile funk, cumbia digital, kuduro, eclectic swing, orient house, india drum'bass ed altri grooves del genere etnico ed elettrico. In occasioni speciale collabora con VJ Smo King o Mr Shirazi con il suo live-on stage song-producting.
Jaipur Maharaja Brass Band (Rajasthan)
Una performance emozionante che musica, danza con balli mozzafiato e imprese da capogiro di forza e abilità. Originaria da Jaipur, la città dei Maharaja, la Jaipur Maharaja Brass Band riproduce una gamma di strumenti tradizionali, tra cui trombe, tromboni, tube, clarinetti e sassofoni. La loro musica si fonde con melodie indiane,a guidarla i ritmi degli ottoni e la tradizionale musica folk del Rajasthan con temi popolari di Bollywood, jazz, funk, pop, reggae ... e anche un tocco di musica classica hindustani! Lo spettacolo è arricchito dalla loro ballerina gitana - famosa in tutta l'India per la sua 'danza cobra'- e il fachiro mangiatore di fuoco che si destreggia con coltelli e passeggiate a piedi nudi su chiodi e vetri rotti. Il risultato di questa sintesi vibrante di colore, suono e movimento non manca mai di lasciare il pubblico anche il più esigente di tutto il mondo senza fiato . Un display abbagliante da non perdere.
MAMADOU DIABATE' (Mali)
Grandissimo personaggio della cultura africana, suonatore di kora, Mamadou Diabate è un membro del West Mandinka jeli africana (casta dei musicisti) . Il suo linguaggio musicale risale a sette secoli scorsi, al tempo di Sunjata Keita, il conquistatore dell'impero del Mali.
Ora, risiede negli Stati Uniti e suona prevalentemente in Nord America ed Europa. Interessato a far conoscere a un nuovo pubblico la kora, strumento di cui è considerato il maggior virtuoso al mondo, suona jazz e collabora con altri artisti contemporanei, tuttavia egli rimane radicato nella tradizione della kora mandinga e alla sua eredità griot.
Con la sua opera mantiene viva la tradizione della kora
Al suo quinto album, "Courage", Mamadou Diabate prende una nuova direzione. Partendo dalle melodie tradizionali del suo album precedente, spazia nella contemporaneità e mette in evidenza la sua versatilità come compositore riuscendo ad affermarsi come uno dei migliori al mondo. Registra con una band di cinque elementi il suo ultimo album a Bamako nel Mali.
Con il suo precedente solo, " Douga Mansa" si è guadagnato nel 2009 il Grammy Award nella categoria Best Traditional World Music.
Phamie Gow (Scozia)
Descritta dall'Australian Broadcasting Corporation come " un giovane prodigio", Phamie Gow, a soli 28 anni, vanta già 5 album da solista: Winged Spirit, Lammermuir, Dancing hands, Moments of time e La vida buena-The good life.
Cantante, pianista, arpista acustica ed elettronica, fisarmonicista e produttrice, ha collaborato con artisti del calibro di Philip Glass, Band of Horses, Ashley MacIsaac, Carlos Nùñez, Alasdair Fraser, Eric Rigler, Allan Stivell e molti altri.
"Fantastica, originale, ritmica, melodica, funky ed emozionante" sono parole usate per descrivere le sue performance con l'arpa. Dimenticate i vostri preconcetti sull'arpa fatta per le fate! Con le sue mani ci spinge verso l'esplorazione dinuove frontiere nell'uso di questo antico strumento, cambiandone la percezione.
Vincitrice del "Danny Award" nella Celtic Connections (1999), del "Prix de composition de la ville de Dinan" e del "Tap Water Award"( Best music act in the Fringe 2002). Vincitrice del "Matt McGinn Award" 2003 come miglior rivelazione, Phamie Gow si è esibita a Broadway e New York in numerose occasioni, incluse le performance con vari artisti internazionali come Peter Seeger. Le è stato chiesto di suonare per la gioia del Dalai Lama in un concerto presso la Usher Hall di Edimburgo, dove ha fatto il tutto esaurito, con ben 2.500 spettatori.
L'album più recente, Moments of Time, passa costantemente alla radio su Classic FM, la più popolare stazione di classica nel Regno Unito, dove si parla di lei come di "una sicura stella nascente britannica".
Talvolta può suonare due line melodiche allo stesso tempo, così come una linea bassa, usando l'arpa come strumento a percussioni. Alcuni dicono che Phamie suona l'arpa come si suona un piano ed il piano come fosse un'arpa! Sta indiscutibilmente raggiungendo nuovi territori inesplorati.
Che lei stia suonando in un posto affollato con Phil Cunningham o apra i concerti di giganti del calibro di Kepa Junkera o Seamus Heaney e Liam O'Flynne, le sue performance sembrano sempre le più brillanti. Ciò che risalta nelle sue esibizioni dal vivo e il suo modo di improvvisare e comporre al momento. Crea suoni con l'arpa che nessuno si aspetterebbe di sentir provenire da questo strumento. A prescindere dal genere musicale, lei semplicemente crea musica vera, che va a toccare l'anima delle persone.
Quest'affascinante giovane musicista è stata scelta per seguire vari workshop durante dei festival e da dei conservatori in Europa ed America Latina per spiegare il suo modo di comporre musica. Le sue composizioni al piano sono state usate per alcuni studi universitari e Phamie svolge anche un ruolo di tutor presso la Royal Academy of Music and Drama a Glasgow.
La sua evoluzione musicale riveste un ruolo molto importante per lei e, perchè questo avvenga, ha eseguito varie collaborazioni con altri artisti di grosso calibro, di diversi generi musicali. Alcuni duetti da lei portati avanti vantano nomi molto conosciuti, come Band of Horses, Kepa Junkera, Bajaly Suso e Karine Polwart.
Rondeau de Fauvel
Fauvel è un asino la cui storia è narrata in un poema satirico del 1316 ed il cui nome è l'acrostico dei peggiori vizi allignanti nelle corti.
Sulla sua groppa l'ascoltatore attraverserà le terre dell'Europa medievale assaporando musiche e tradizioni di ogni dove in modo quanto mai emozionante e suggestivo, grazie alla sonorità ammaliatrice di strumenti antichi quali l'arpa celtica, il liuto, l'hammered dulcimer e la cornamusa e la contaminazione di strumenti moderni come il basso elettrico, la batteria e i sintetizzatori.
Nelle note dei Rondeau de Fauvel rivivranno quindi le tradizioni del mondo Bretone e dei Minnesänger del basso medioevo in sinergia con sonorità accattivanti e di grande presa che porteranno l'ascoltatore a contatto con un mondo antico ma estremamente coinvolgente.
Michele Mastrotto: Hammered Dulcimer, Piva, Flute, Double Flute, Pan Flute, Jew's Harp, Percussion, Synth
Claudia Tognacci: Lead Vocal
Ilaria Fantin: Lute
Eleonora Volpato: Celtic Harp
Marco Casarotto: Electric Bass
Claudio Marchetti: Drums
WATINOMA
Il gruppo di musica tradizionale Watinoma ("Accoglienza") nasce nel 1987 a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso. E' composto da giovani provenienti da diversi villaggi: figli di Griot, voci della cultura tradizionale e unici conservatori della storia e delle tradizioni.
Questo progetto musicale ha come scopo principale la salvaguardia della tradizione orale e musicale del loro popolo, nell'intento di diffondere le radici profonde della loro cultura anche oltre confine.Il gruppo presenta la musica tradizionale con strumenti africani a percussione (Djembé, Balafon, Maracas, Doun-doun-ba, Kenkeni, Campane), Flauto, Kora (uno strumento tradizionale a corde) e voci, completando la prestazione artistica con danze tradizionali. La loro musica nasce non come "spettacolo" ma come parte integrante della vita della comunità del villaggio, fondamentale nella celebrazione di tutti gli avvenimenti importanti e dei riti. A seconda delle situazioni, che possono essere una riunione serale di giovani al chiaro di luna, o avvenimenti più eccezionali, come ad esempio un matrimonio o un funerale, la musica e la danze esprimono i sentimenti della collettività, dalla gioia alla tristezza.
Con all'attivo 2 album, il gruppo ha lavorato per la televisione nazionale del Burkina Faso e del Niger e partecipato a numerosi concerti e manifestazioni sia in Africa che in Europa
Seppure il loro repertorio sia ispirato alla tradizionale, le canzoni sono state riarrangiate secondo influenze più moderne e parlano di temi antichi e attuali al tempo stesso: i bisogni fondamentali dell'uomo per la sua sopravvivenza, la religiosità e la fiducia nell'aiuto di Dio, il valore della propria cultura e delle tradizioni e la necessità di preservale, la nascita e la famiglia.
Questa musica si completa con la danza tradizionale, chiamata Warba, e con costumi tradizionali.
Hado Ima: Kora (arpa africana) Kunde (chitarra tradizionale), Calebasse (zucche africane)
Djembé (tamburo) solista e voce
Dudu Koyaté: Kunde, Flauto, Violon tradizionale, Calebasse, Djembé e voce
Baba Diarra: Kora, Djembé, Doum-Doum (tamburi bassi)
2 ballerini
"Arpe in dialogo"
Vincenzo Zitello
Arpe Celtiche
Lincoln Almada
Arpa Sud Americana
Il programma "Arpe Celtiche e Sud Americana in dialogo" propone un esperienza unica per l'ascoltatore. Due grandi musicisti che si uniscono in un dialogo multiculturale e universale.
La cultura celtica, elemento di unione ancestrale europea, attraverso la musica e il suo strumento principe l'arpa ha collegato, e lo fà tutt'oggi, i luoghi più sconfinati del vecchio continente, da Bretagna a Basilicata ci sono le trace di musicisti, pellegrini e intellettuali che portavano la loro cultura. Questi viaggi sono fondamentali per la contaminazione culturale che senza dubbio ha formato tante delle nostre abitudini che oggi sono parte della nostra vita quotidiana.
Vincenzo Zitello, noto interprete di arpa celtica, attraverso le sue composizioni ci incammina in queste strade insieme ad un'altro straordinario maestro dell'arpa paraguayana, Lincoln Almada.La storia dell'arpa paraguayana conosce bene questi fatti! Quest'arpa conserva ancora le caratteristiche organologiche e sonore dello strumento che nel secolo XVI fu portato in Sudamerica dai missionari gesuiti. Dall'allora ha avuto un ruolo importantissimo nella pratica musicale locale ed è tutt'ora lo strumento principe nella musica tradizionale di gran parte del nuovo Continente.
Questo dialogo ha un elemento comune che si ritrova in tutte le culture e pratiche musicali, in tutti gli stili che sono in sviluppo e ancora vivi; cioè la rinterpretazione e l'improvvisazione.Quest'arte non ha frontiere, non ha stili, non ha regole. É un vero dialogo, è capire il tuo interlocutore e sapere quando rispondere con le parole giuste, nel modo giusto. Sapere ascoltare ed apprezzare l'altro.
Senza dubbi un concerto affascinante dalla mano di due Maestri che percorrono queste strade.
Euron duo
Enrico Euron ha suonato con i maggiori esecutori italiani e stranieri di Arpa Celtica, annoverando collaborazioni con Vincenzo Zitello, Myrdhin, Grainne Hambly, Stefano Corsi, Jochen Vogel, Phil Holland ed è stato invitato come arpista ospite nelle tournèes italiane del 2003 e del 2004 del gruppo irlandese The Chieftains.
Viene invitato ai più importanti appuntamenti italiani ed europei: dal "Folk Club" di Torino a Palazzo Te a Mantova, dalla Basilica di Santa Giulia a Brescia al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, dai "Rencontres Internationales d'Harpe Celtique" in Bretagna al "Festival Celtico" di Courmayeur, per centinaia di applaudite performances.
È attualmente responsabile artistico dell'Abbazia Sacra di San Michele alla quale ha dedicato la "Missa in Dedicatione Sancti Michaelis Arcangeli", da lui composta ed eseguita nel giugno 2008 dal Coro e l'Orchestra dell'Accademia Stefano Tempia diretti dal Maestro Massimo Peiretti, con grande successo di pubblico e di critica.
Recentemente, la neonata Associazione Italiana dell'Arpa gli ha conferito lo status di Socio Onorario per i suoi meriti nella divulgazione del patrimonio musicale dedicato all'Arpa Celtica.