Viggiano Jazz 1990
CONVENTO DEI FRANCESCANI
28-29 agosto 1990
Sale sul palco il direttore artistico Mario Raja che traccia nelle linee essenziali il programma della serata.
Si inizia con sax e pianoforte del duo Tonolo-Zegna, che diffondono subito una musica dolce ed al tempo stesso piena di vitalità che riesce a catalizzare l'attenzione del pubblico che partecipa emotivamente all'esecuzione.
Tutto procede nell'entusiamo generale e caldamente come i primi vengono accolti i componenti del nuovo Sestetto Italiano, un gruppo jazz di recente costituzione.

L'impegno dei musicisti è estremo e viene ripagato da un pubblico attento e caloroso.
Scocca mezzanotte ma lo spettacolo non finisce lì, ci si trasferisce tutti all'hotel Kiris di Villa d'Agri dove si continua a suonare fino a notte fonda in jam session.
La seconda serate è sostenuta dalla BIG BANG.
L'orchestra è composta da 12 musicisti fra i nomi più importanti del jazz italiano ed ha offerto uno spettacolo davvero entusiasmante. Ciliegina sulla torta è stata una composizione di Mario Raja per l'occasione: "Viggiano Jazz" in cui sono stati rielaborati fra l'altro motivi di musica popolare.

Questa sera dopo la mezzanotte ci si sposta all'hotel dell'Arpa a Viggiano per la jam session con tutti i musicisti della manifestazione, ed è qui che fra un'improvvisazione ed un'altra riusciamo (verso le 3 del mattino) ad improvvisare un'intervista con Mario Raja:
Come nasce l'idea di questa iniziativa?
Ti spiego: vengo da sempre qui, è il paese del nonno, di mio padre, quindi è un posto che mi è molto caro. Amo il jazz che come sai è la mia musica, il mio mestiere. Avendo molti amici qui, in particolare Rocco Marsicovetere ci siamo chiesti: "perchè non provare a fare un festival a Viggiano?" Ne abbiamo parlato e siamo riusciti a farlo grazie ad un enorme entusiasmo di tutti.
Com'è stata la partecipazione del pubblico?
Sorprendente, molto buona, veramente, molto calore ed anche molta comprensione. Era pieno di gente molto attenta e ciò significa che questa musica, come tutta la buona musica, va alla gente e parla alla gente anche se non ha un'esperienza specifica. C'erano persone che tu vedi a sentire la musica popolare quando si fanno le feste o le donne del paese che si aspettavano di "vedere i cantanti" che invece hanno recepito che la musica fosse fatta con passione. Questa per noi è un'esperienza positiva e ti assicuro che spesso suonando davanti a pubblici più attenti non hai questo tipo di attenzione. Ti capita di suonare a volte in clubs ed hai un pubblico sciatto, distratto, che sta lì, chiacchera e beve, e ciò ti ferisce sempre molto.
